Descrizione Progetto

Convento Madonna dei Miracoli

Motta di Livenza (TV)

Tipologia: Santuario-Basilica e convento
Dedicato a: Madonnda dei Miracoli
Costruzione: XVI sec.

Regione: VENETO

Il Santuario-Basilica della Madonna dei Miracoli sorge nel punto in cui secondo la tradizione c’è stata l’apparizione della Madonna al contadino Giovanni Cigana il 9 marzo 1510. Ancora oggi è possibile ammirare il punto esatto dell’apparizione nella cripta della basilica, mentre l’edicola presso cui il contadino era solito dire il Rosario si trova all’esterno della Chiesa.

Progettata da padre Francesco Zorzi, la basilica è un ottimo esempio di architettura del Cinquecento, con i suoi elementi morbidi e lineari, il rosone in vetrata policroma, opera di Pompeo Bertini da Milano (1829-1899) e le cinque statue che ne ornano la facciata. L’interno oggi è semplice, a tre navate sostenute da otto pilastri ottagonali senza piedistallo e senza alcun ornato, in spirito di rigida povertà francescana.

Le opere d’arte sono notevoli: nell’arco trionfale, Annunciazione, attribuita a Pomponio Amalteo; sul primo altare di sx, incantevole Natività di Bernardino d’Asola (1530); di fronte: pala di S. Nicola attribuita a Palma il Giovane, datata 1595. Sempre a sinistra: Sacro Cuore, pregiata tavola del veneziano Luigi Nono (firmata e datata 1898); mentre di fronte: la bella tela di S. Pietro d’Alcantara di Giovanni Spoldi (1890). Chiude la navata laterale sinistra la Cappella dell’Assunta. Sull’altare: Assunta di Palma il Giovane (1595). Sulla parete destra: Apparizione di Francesco Fontebasso (1709 – 1769); su quella di sinistra: Presentazione e Sposalizio di Maria (scuola veneta sec. XVII). In alto: 8 bellissimi affreschi di Giovanni de Sacchis, detto il Pordenone.

Per due scalette ai lati dell’altare si scende nella Cripta: è il cuore del Santuario, il luogo dove apparve Maria, dove ora, in una teca marmorea, custodisce la venerata Sacra Effigie della Madonna dei Miracoli, con ai lati due Angeli.

Rientrando in Chiesa, nel pilastro sinistro dell’arco trionfale, in una piccola nicchia, Vergine col Bambino: è il più antico ex-voto donato dal podestà di Motta, Girolamo Venier, graziato dalla Madonna 3 giorni dopo l’apparizione al Cigana. Sopra l’altare Maggiore: stupenda Ancona di Jacopo Tatti, detto il Sansovino (1486 – 1570); al centro la porticina del tabernacolo con angeli adoranti; in alto Annunciazione; ai lati in basso: S. Francesco e S. Antonio. Bellissimo il gioco di prospettiva. A ridosso dell’Ancona del Sansovino, la Madonna col Bambino di Andrea Previtali (1528).

Il soffitto della navata maggiore è sorretto da solide capriate. In passato doveva essere ornato da svariati affreschi tra cui alcuni del Pordenone, ormai perduti per via dei continui imbiancamenti fatti per motivi igienici durante le pestilenze. All’interno della basilica ci sono sette altari, ognuno riccamente decorato.

Uscendo per la porta laterale destra si entra nel primo chiostro: nelle lunette, in una serie di affreschi di Bernardo Muttoni 1674 è raccontata la Vita di S. Francesco. Sopra la porta di fronte, in fondo al chiostro, un interessante affresco del 1546, scoperto con l’alluvione del 1966, raffigurante l’Apparizione e la Basilica nel suo disegno originario. Per la sottostante porta si entra nel secondo chiostro nelle cui lunette è raccontata la Vita di S. Antonio (Bernardo Muttoni 1674).

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